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2020 Reati in calo… Ma le persone hanno più paura.

I dati sulla criminalità in Italia nel rapporto del Censis sulla sicurezza..

– Nel 2020 è sceso il tasso di criminalità in Italia, con il 18,9% di reati denunciati in meno rispetto all’anno precedente. Eppure, la percezione dei cittadini non segue la tendenza dei dati e nell’Italia pandemia rimane inalterata la paura di essere vittima di crimini mentre cresce le frodi informatiche. Sono inoltre 6 milioni gli italiani che dichiarano di vivere in uno “stato di ansia e di paura che non riescono a frenare”. E, oltretutto, per la maggior parte si tratta di donne.

Sono 1.866.857 i reati denunciati nel 2020, ben 435.055 in meno rispetto al 2019. Parliamo di una riduzione del 18,9% in un anno che conferma un trend di decrescita già in atto da tempo. Rispetto al 2010 le denunce sono diminuite del 28,8%. Se si guarda più nel dettaglio ai mesi di marzo e aprile, si registra una caduta del 48,2% nel 2020 rispetto al 2019. I dati di quei mesi hanno risentito sicuramente del periodo di lockdown, in cui i controlli sugli spostamenti hanno funzionato da deterrente per i criminali.

  • Come ci si difende

Complessivamente, il 90,9% degli italiani adulti adotta almeno un sistema di sicurezza a difesa della propria casa. Due italiani su tre hanno una porta blindata all’entrata della propria abitazione (65,7%), il 37% ha un sistema di allarme, uno ogni tre ha le inferriate alle porte o finestre (32,8%), il 30,3% ha una videocamera e il 19,6% ha installato una cassaforte in cui tiene gli oggetti di valore. Non sono pochi quelli che per sentirsi più sicuri fanno ricorso agli operatori della sicurezza privata: 6 milioni e 700.000 italiani, il 13,2% del totale, dichiarano di essere collegati alla vigilanza privata e 5 milioni e 700.000, l’11,3%, abitano in un contesto residenziale che prevede la vigilanza giorno e notte.

  • Una misura è poca

Generalmente un solo dispositivo di protezione non è sufficiente: la maggior parte degli italiani, il 57,4% del totale, adotta da due a quattro misure antintrusione, ma ben 10 milioni di italiani, pari al 19,3% della popolazione adulta, vive blindato in una casa dove ci sono almeno 5 sistemi per difendersi dall’esterno. Sul versante opposto ci sono 4 milioni e mezzo di italiani, il 9,1% della popolazione adulta, che non adotta nessun sistema, perché non ha paura o perché non se lo può permettere.

Il tema della sicurezza pubblica e privata risulta quindi di fondamentale importanza per la fase di rilancio del Paese. Il rischio che gli effetti della pandemia sulla psicologia dei cittadini si traducano in un isolamento sociale potrebbe costruire un freno per la ripresa post-emergenziale. L’augurio è che con l’avanzare della campagna vaccinale possa riprendere l’interazione sociale e migliorare lo stato di allarme del Paese.

Errore di sicurezza domestica n. 3: partire senza avvisare i tuoi vicini.

Chiedi ai tuoi vicini di controllare eventuali attività sospette a casa tua. Questo è il piano di sicurezza domestica più semplice, da mettere in atto contro i ladri.

Avvisa i tuoi vicini quando partirai e per quanto tempo. Se sei in buoni rapporti possono anche prendere la tua posta o parcheggiare la loro auto nel tuo vialetto. Questo contribuirà a creare la “scena” di una casa abitata”, che influenzerà i criminali a scegliere un obiettivo diverso.

Chiedi un preventivo di antintrusione e domotica

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